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Sveglia con molta calma e si parte direzione Avignone, ma prima ritiriamo dalla boulangerie del camping i croissants ordinati la sera prima: che buoni (il croissant di Fabio Q8 ha raggiunto i Plumcake della Marzia nel deserto dei Gobi)! Costeggiamo il solito “Sesia”, alias Rodano, ed arrivati in città seguiamo la freccia “parcheggio gratuito”, che scopriamo chiamarsi “Des Italiens” (?!? ipotesi: ci trattano come gli Indiani d’America? Italiano PizzaPizza mandolino ghettizzato? Bastardi francesi del cazzo!).

Camminando sotto il solleone arriviamo al Palais des Papes, che decidiamo di non visitare perché troppo esoso, e, passando per il Duomo, arriviamo ai giardini papali: qui c’è ombra, le carpe (però cinesi-coreane bastarde) per Q8 Sampei ed una fontanella per riempire d’acqua fresca l’oramai sguarnita bottiglia. Vediamo il ponte Saint Benezet dall’alto… il mitico ponte della canzone… e lo raggiungiamo attraversando varie viuzze con negozietti tipici… Io (Chiarin la Capucinat) compro un sacchetto di lavanda, ma mi sono trattenuta, inebriata dalla lavanda e dal rumore delle cicale (ne vendono di tutti i tipi e materiali, con verso incorporato???). Inizia il dubbio amletico di Giusè per il regalo alla mamma: “Lavanda o non lavanda?”. Pranzo con crepes da un francese-napoletano, ladro. Gironzoliamo ancora nel centro: piazza dell’orologio e chiesa di Saint Pierre, che è ovviamente chiusa. Ed ora, alle 16:00, che se fa’? Torniamo alla fontanella taumaturgica e, qui, decidiamo di sfidare il destino e di andare a Les Baux de Provence. E annamo! Si riparte, ma sulla strada inizia a gocciolare… Proseguiamo impavidi! Il paesino è arroccato e, quando arriviamo noi, molta gente se ne sta andando, per fortuna, se no non avremmo mai parcheggiato il nostro Duchino.

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Tentiamo di entrare in un parcheggio a pagamento e, addirittura, ci chiedono se siamo un pulmino di handicappati!!! Se no niente posto! Che discriminazione tipicamente francese! Troviamo un posticino più in là e poi iniziamo la scalata a piedi. Pioviggina ma il paese è bellissimo: pieno di negozietti di canditi, dolci, lavanda (Giusè nuovamente attratto dalla tipica infiorescenza provenzale), saponette e… scorci bellissimi sulle vallate. Non sappiamo se visitare il castello, visto il cielo cupo, ma con qualche incertezza si prende la dura decisione… entriamo ma… appena ci danno l’audioguida si mette a piovere… poi smette… poi riprende… ci laviamo, ma proseguiamo riparandoci dove riusciamo… siamo fradici, fa freddo e continuiamo a pensare che una visitina a Lourdes non sarebbe poi male. Comunque non siamo gli unici coraggiosi e tutti proseguono nella visita nonostante il diluvio perché il posto è troppo bello! Finiamo il giro verso le 20, i negozietti stanno chiudendo in paese… noi dobbiamo ancora lavarci, mangiare, fare la spesa… e spunta il sole!!! Lourdes…

Ci fermiamo in un Auchan lungo la strada: è il più grande che potessimo trovare: compriamo pane, salame (qui l’acquisto, su consiglio di Montoya, per 10 euro di circa 30 kg di salame che saranno incredibilmente smaltiti durante l’ultima cena), prosciutto e brie (Tiger: formaggino di capra alle erbe… e la leggenda continua!) per la cena, 2 dolcetti e tanta birra! E pure rhum e coca… ed il BAMBINO n.1!!! Arriviamo in campeggio alle 22:00 ed appena scesi inizia a piovere. Ci rifugiamo sull’ineffabile Duchino ed improvvisiamo la cena a bordo: spectacule! Niente doccia, si fa casino e Tiger si sgola 1/2 litro di Cuba alla goccia, rischiando lo sbocco: i suoi occhi sembrano quelli di Monsieur in una notte stellata! Il delirio continua e ci rompono di non fare casino: la guardia ciccia è uno stress! Puzzolenti e bagnaticci crolliamo dalla stanchezza verso l’1:00! Ma la sfiga si abbatte su di noi come Monsieur sui Clini: si rimette a piovere per circa due ore… è un diluvio e Tiger prepara l’arca dell’alleanza… ma evitiamo di allagarci… speriamo nel sole. Domani è un altro giorno…